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Data
11/03/2017

Titolo
PROCESSIONARIE, DE CAROLIS: “FACCIAMO CHIAREZZA SUL FENOMENO E SUGLI INTERVENTI”

Descrizione
COMUNICATO STAMPA
PROCESSIONARIE, DE CAROLIS: “FACCIAMO CHIAREZZA
SUL FENOMENO E SUGLI INTERVENTI”
 
 
“Da portavoce di uno pseudo movimento civico, che guarda a destra ma cinguetta con il Pd locale, a grillo parlante. Stavolta il signor Samà diventa esperto di processionarie. E allora, punto per punto, facciamo chiarezza su questo fenomeno, grazie all’approfondimento dell’ufficio Ambiente”, lo dichiara in una nota stampa il sindaco di Monte Compatri, Marco De Carolis.
 
“I nidi di processionaria, scrive il nostro neoesperto di tutto Samà, iniziano a formarsi dalla fine dell'autunno e all'interno di essi le larve passano tutto l'inverno per riattivarsi all'inizio della primavera. In realtà, la processionaria è attiva durante i periodi freddi dell’anno mentre trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppellito sotto terra. Le falene iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto; trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante adatte per deporre le uova. Ogni femmina produce un “ammasso” di uova che viene fissato ad un ago dell’albero ospitante e dopo almeno 4 settimane nascono le tipiche larve. In poco tempo, spogliato completamente un ramo, si muovono in fila alla ricerca di nuovo nutrimento, inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, e verso ottobre formano un nido sericeo dove affronteranno l’inverno”, precisa il primo cittadino compatrese.
 
“L'insetto  - spiega De Carolis – sverna allo stadio di larva di terza e quarta età all'interno dei caratteristici nidi sericei che vengono intessuti sui rami dei pini. In primavera le larve riprendono l'alimentazione cibandosi degli aghi di pino, ma nelle stagioni più calde, quando la temperatura del nido supera i 9°C le larve escono a cibarsi anche in inverno. Ecco cosa significa quando faccio riferimento alle condizioni climatiche favorevoli.
Il nostro esperto consiglia un cronoprogramma: parola tanto in voga che non spiega tutto. La verità è che bisogna scegliere il tipo di intervento a seconda della fase della vita dell’insetto. Per chiarezza, lo spiegherò in base ai mesi dell’anno:  tra gennaio e febbraio cominciano ad uscire dal nido in fila indiana, si sparpagliano e divorano gli aghi, quindi rientrano nel nido seguendo un filo di seta lasciato come guida all’andata. A marzo le larve "adulte" escono dal nido definitivamente e scendono in "processione" per andare sul terreno.
 
A maggio avviene l'interramento delle larva che pervenuta ad una profondità di alcuni centimetri si trasforma in Crisalide. Il tempo necessario per la metamorfosi è di circa un mese. A luglio la farfalla emerge dal terreno. Lo sfarfallamento dura circa un mese: le farfalle si accoppiano deponendo le uova, all'apice dei rametti più alti: la femmina depone le uova tutte in una volta.
Tra agosto e settembre le uova si schiudono: le larvette iniziano a spostarsi sui rami e rimanendo tutte vicine cominciano a cibarsi con le foglie (aghi). Infine, a ottobre, le larve tessono una ragnatela consistente formando il nido invernale”.
 
 
 
 
 
“Diversi, inoltre, sono i metodi di intervento a seconda della fase della vita della processionaria stessa: distruzione meccanica dei nidi, togliendo manualmente dalla pianta infestata i nidi di processionaria. Operazione svolta solitamente in inverno. La distruzione microbiologica è attualmente il metodo di intervento più utilizzato e consiste nell’impiego dell’insetticida biologico Btk che paralizza la larva danneggiandone i centri nervosi. L’insetticida può essere diffuso con mezzo aereo (elicottero) o tramite un atomizzatore. Tale insetticida colpisce solo alcuni lepidotteri,
dunque non risulta pericoloso per la biodiversità della zona in cui il trattamento viene effettuato.
 
Tra gli interventi ci sono le trappole ai feromoni (o ferormoni), sostanze chimiche rilasciate dalla femmina per attirare il maschio durante il periodo dell’accoppiamento. Disporre di trappole ai ferormoni può essere utile per monitorare la diffusione delle falene di processionaria e per confondere le falene maschio nella ricerca della femmina. Evitando l’incontro tra i sessi si evita la fecondazione e quindi la formazione di una nuova generazione di insetti: periodo migliore, giugno; nessun effetto sull’ambiente.
 
L’endoterapia è il trattamento fitosanitario eseguito attraverso l’immissione di sostanze insetticide all’interno del sistema vascolare della pianta. Attraverso il flusso traspiratorio la soluzione viene poi traslocata all’intera chioma dove esplica azione di protezione contro i patogeni per tutta la stagione.
I pesticidi, invece, tramite vaporizzatore agiscono esclusivamente sulle larve. Irrorando con il veleno i nidi, il trattamento potrebbe risultare meno efficace a causa della schermatura del bozzolo. Una volta uccise le larve bisognerà comunque non toccarle e asportarle con la massima cautela in quanto le setole rimangono irritanti per l’uomo anche diversi giorni dopo la morte della larva. Chiaramente tale sistema non è sicuro per la salute pubblica”, continua il sindaco.
 
“Tutti gli interventi, evidentemente, non possono evitare il ripresentarsi in futuro di nuove infestazioni. È necessario comunque fare una scelta sul metodo da utilizzare analizzando i pro e i contro, avendo comunque sempre in mente che l’intervento non può essere risolutivo.
A Monte Compatri è stata eliminata l’opzione del metodo chimico, non sicura per la salute delle persone e non ecologicamente sostenibile. Capisco che l’ansia da prestazione e la necessità di dimostrare la propria esistenza politica passi, per Samà, dal continuo chiacchierare. Farlo facendo confusione sulla salute delle persone, soprattutto in territorio scolastico frequentato dai bambini che rappresentano il nostro futuro, è incommentabile” conclude il primo cittadino De Carolis.
 
 
Monte Compatri, 11 marzo 2017 
 
Ufficio stampa
Comune di Monte Compatri                                                                        


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