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Bullismo, i risultati del progetto di psicologia scolastica. Il sindaco D’Acuti: “L’indifferenza dà forza a chi prevarica”

Iniziativa organizzata dall'Istituto comprensivo Paolo Borsellino, con il patrocinio del Comune di Monte Compatri e curata dalla psicologa Daniela Sanacore

 
Bullismo, i risultati del progetto di psicologia scolastica. 
Il sindaco D’Acuti: “L’indifferenza dà forza a chi prevarica”
 

“Da un lato la vittima, dall’altro il bullo. Da un lato ansia e chiusura sociale, dall’altro atteggiamento oppositivo e difficoltà. Sono questi i primi campanelli d’allarme che dobbiamo ascoltare per capire se siamo di fronte o meno a fenomeni di bullismo e cyberbullismo a scuola. Solo nel 2016, il 59% dei ragazzi intervistati dall’Istat, in Italia, ha subìto simili atti”, spiega Daniela Sanacore, psicologa e titolare del progetto di Psicologia scolastica e dello Sportello di ascolto del Comune di Monte Compatri, nel corso del convegno sulla prevenzione organizzato dall’Istituto comprensivo Paolo Borsellino, martedì 4 giugno.

 

“Il progetto portato avanti nella scuola ha visto momenti di studio e analisi, attraverso la compilazione di questionari volti a inquadrare la situazione all’interno dei plessi monticiani. Nel corso di questo anno didattico è emerso che il 21%, su 328 intervistati delle medie, ha subìto aggressioni verbali; il 14% aggressioni fisiche e un terzo aggressioni di proprietà”, continua la titolare del progetto di psicologia scolastica.

“Dati che non ci portano a generare allarmismo, ma che non ci devono far abbassare la guardia rispetto a un odioso fenomeno che rischia di compromettere l’intero percorso formativo e di crescita di un adolescente. A partire dalla scuola, è determinante mettere in campo azioni di carattere preventivo; con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei ragazzi.”, conclude la dottoressa Daniela Sanacore.

 

 “Il bullo si nasconde in un gruppo. Come Istituto comprensivo Paolo Borsellino siamo quotidianamente impegnati in tante iniziative, evidentemente calibrate sulla didattica, per spiegare ai nostri alunni il significato di bullismo, come riconoscerlo e come contrastarlo.

Il piano dell’offerta formativa, però, deve essere collegato a un percorso consapevole di inclusione con la famiglia: con i genitori dobbiamo stringere un patto, perché altrimenti le nostre azioni rischiano di trasformarsi quando scriviamo sulla sabbia: alla prima onda la scritta va via. Così come dobbiamo capire che non tutto è bullismo ed essere consapevoli dei rischi della rete. Per costruire cittadini consapevoli dobbiamo educare all’emozione. Chiederci perché mi succede qualcosa e agire su di noi”, dirigente Loredana Di Tommaso.

 

“Prima non si parlava di bullismo ma prepotenza. Che può essere fisica, come una spinta; psicologica, che colpisce in maniera subdola e inconsapevole. Quello che mi hanno insegnato, però, è che non si diventa grandi affossando gli altri. Se assistete a qualche forma di sopruso o violenza, magari su qualche vostro compagno, non giratevi dall’altra parte: perché l’indifferenza è l’atteggiamento che dà forza a chi prevarica.

Un comportamento sbagliato va messo in evidenza.  E allo stesso tempo vanno riscoperti i rapporti personali. Noi come amministrazione comunale continueremo a fare la nostra parte dando sostegno al progetto di psicologia scolastica e allo sportello ascolto”, sindaco Fabio D’Acuti.