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Vogliamo la pace, la quinta edizione. D'Acuti: "Oltre le nostre incomprensioni per un nuovo mondo"

Giornata organizzata dall'istituto comprensivo Paolo Borsellino

 
Vogliamo la pace, la quinta edizione. D'Acuti: "Oltre le nostre incomprensioni per un nuovo mondo"
 

 

 

Colori, suoni, musica, sport, condivisione: sono gli ingredienti della quinta giornata della pace, organizzata dall'istituto comprensivo di Monte Compatri; occasione che ha portato 1200 studenti presso l'impianto sportivo di via delle Fontane delle Cannetacce, venerdì 7 giugno.

Un momento che ha visto anche la vendita di prodotti presso il banchetto solidale, per adottare a distanza bambini che non conoscono il vero significato della parola pace.

 

"Vogliamo la pace: è un'affermazione che mostra la volontà oltre il desiderio di raggiungere questo traguardo, ma è anche la dimostrazione che serve il coraggio per conquistarla. Come le farfalle, simbolo di leggerezza e di trasformazione nel percorso di crescita.

Ed eccoli i nostri alunni con le maglie colorate a rappresentare l'arcobaleno", dichiara la dirigente dell'istituto comprensivo Paolo Borsellino, Loredana Di Tommaso, in occasione della quinta edizione della giornata della pace, presso il Monte Compatri Sporting center.

 

"Aceh, provincia autonoma dell'Indonesia, estremità settentrionale dell'isola di Sumatra.

Afghanistan, Algeria, Burundi, Colombia, Congo R.D., Costa d'Avorio, Egitto, Eritrea-Etiopia, Filippine, Yemen, Israele-Palestina, Libia, Kashmir, Kurdistan, Nepal, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Siria, Somalia, Sudan, Uganda, Ucraina.

 

Non è un elenco per dimostrare che ad ogni lettera dell’alfabeto può corrispondere il nome di una nazione. Non è un elenco per dimostrare bravura in geografia", dichiara Fabio D'Acuti Sindaco.

 

"È un triste elenco, quello che ci racconta come nel mondo ci siano ancora oggi 378 conflitti dimenticati, il numero più alto mai registrato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Venti sono definiti ad alta intensità, la maggior parte sono combattute in paesi poveri, dove alle volte proprio tra poveri si combatte per contendersi risorse sempre più scarse.

Noi viviamo in Italia e abbiamo la sensazione di vivere in un mondo pacificato", continua il primo cittadino.

 

"Ma in realtà non è così. La pace è qualcosa che bisogna fare, bisogna costruire con saggezza e tenacia.

“Come possono finire le guerre nel mondo, se noi non siamo capaci di superare le nostre piccole incomprensioni e i nostri litigi? I nostri atti di dialogo, di perdono, di riconciliazione, sono 'mattoni' che servono a costruire l'edificio della pace". È la raccomandazione rivolta da papa Francesco e che mi sento di condividere", aggiunge D'Acuti.

 

"Per costruire un mondo di pace, occorre incominciare dal nostro 'mondo', cioè dagli ambienti in cui viviamo ogni giorno: la famiglia, la scuola, il cortile, la palestra.

Ed è importante lavorare insieme alle persone che vivono accanto a noi: gli amici, i compagni di scuola, i genitori e gli educatori.

Infine, un grande grazie alla dirigenza scolastica che nonostante le difficoltà riesce sempre ad organizzare simili momenti di condivisione; grazie al gestore del campo sportivo che come ogni anno permette l'uso della struttura per questi eventi, e grazie a voi, genitori, che nei mille impegni quotidiani non avete fatto mancare il vostro supporto per questa giornata", conclude il sindaco di Monte Compatri, Fabio D'Acuti.